‘ 8 dicembre, alle ore 17,00 negli spazi della chiesa di San Michele Arcangelo a Sermoneta(LT) sarà inaugurata la mostra collettiva Religio iter ad divinum ispirata al tema della religione in senso universale e a cui sono chiamati a partecipare con le loro opere più di venti artisti che attraverso i materiali e le tecniche a loro più congeniali dichiarano apertamente l’appartenenza culturale da cui provengono.
Un percorso che consente al visitatore d’inoltrarsi in un dibattito che verte non tanto su di un problema di percezione visiva ma su di un’analisi di carattere strettamente introspettiva.
Nelle opere proposte troviamo soprattutto argomentazioni di tipo teologico che riguardano non tanto l’aspetto della fides quae creditur, cioè per l’oggetto della fede, per ciò che è creduto, ma l’aspetto della fides qua creditur, ovvero per il modo con cui la fede si manifesta.
Una maturazione che nasce nell’intimità di ciascun individuo fin dai primi giorni di vita e genera tutta una serie d’interrogativi che Sigmund Freud, padre della psicoanalisi, in alcuni passaggi tratti dal Die Zukunft einer Illusion (L’avvenire di un’illusione) del 1927 spiega dicendo che la religione, nasce per soddisfare un infantile bisogno di protezione dove “infantile” e “bisogno di protezione” sono due termini chiave per la lettura delle opere in mostra in relazione al processo di crescita e all’aspirazione al divino, aspetti a cui i rispettivi artisti si sono ampiamente rifatti.
Due diverse concezioni del mondo che si contrappongono, “Una considera l’uomo infantile, bisognoso di un padre che lo indirizzi e lo domini; l’altra che ha fiducia nella ragione e nelle autonome capacità dell’uomo”.
Come dice Freud da ateo qual’è “vale la pena di tentare un’educazione irreligiosa […] L’uomo non può rimanere eternamente bambino, prima o poi deve avventurarsi nella ‘vita ostile’. Questa può essere chiamata l’educazione alla realtà”. E infatti gli artisti presenti in questo percorso tentano tutti una risposta “irreligiosa” sul tema proposto unicamente per dimostrare la loro religiosità e formulano una risposta personale che sarebbe interessante innanzitutto psicoanalizzare.
Non è un caso che quest’esposizione sia stata realizzata in una cornice storica emblematica, la chiesa di San Michele Arcangelo, un luogo che non rimane scollegato dagli oggetti che contiene e soprattutto se il tema di riferimento per cui queste opere sono state concepite é lo stesso per il quale i muri, gli archi, gli altari e i pavimenti di questo edificio sono nati, ovvero quella fides qua creditur, questo diventa il luogo d’elezione per presentare il modo con cui la fede si é manifestata nei secoli con il risultato che tutte le pietre e tutte le pareti di ogni suo angolo ne sono intrise senza soluzione di continuità.
In ultima analisi da queste manifestazioni nascerebbe la credenza religiosa e Freud proprio su di essa interviene e sulla sua “genesi sospetta” e tutto questo emerge ancora una volta con forza nelle opere proposte in Religio iter ad divinum.
(m.i.)